domenica 10 settembre 2017

Vestire la notte

Suona la pioggia che cade
sull'asfalto e le anime
che non parlano cantano
con le gocce pesanti.
Le erbe che abitano il cuore
hanno bisogno di bere per fiorire
e profumare come negli alpeggi
e regnare placidamente
mentre veleggia nel sogno la nave.

Si arrampica sulla roccia
con agile passo di capra
il desiderio del mondo
e dall'alto della montagna
guarda laggiu' la terra secca
e allunga lo sguardo alla ricerca
di qualche germoglio fresco
che esprima attesa e il sole
ritorna e non s'arrende
e negli occhi del bambino nuovo
cerca la tunica per vestire la notte.
Autore:Ivana Tata @tutti i diritti riservati lg.633/1941

lunedì 10 luglio 2017

Nel tuo nulla ti ascolto

Nel tuo nulla ti ascolto, 
tu stesso inghiottito 
nel tuo malore, 
niente altro mi dici 
ma io ti ascolto e assolvo. 
E' il mio orecchio capace 
di accogliere le vibrazioni 
che, anche se stanco, ti premia, 
ma il mio cuore 
non ha più amore. 
Abbiamo lasciato la camera 
rivestita di rose e annegato 
nel profondo la voce dei violini, 
la canzone è terminata  
con la nota stonata. 
Il cameriere della luna 
ci ha empre servito bene 
nell'azzurra luce 
e ora ci porta un conto salato. 
La tua anima ha abbandonato 
questo amore di cui ha fatto uso 
e anche se non te ne sei accorto 
hai strappato e calpestato tutte le viole. 
La mia anima ha sbagliato binario 
e ora non mi resta che stare qui 
ad assaporare la notte che tu lasci.
Autore:Ivana Tata @tutti i diritti riservati lg.633/1941

sabato 24 giugno 2017

ventuno giugno

Questa mattina 
l'Estate 
mi ha consegnato il suo nome 
con un guanto di rose 
e per avvicinarsi a me 
ha messo le sue scarpe 
di erbe profumate 
e con i suoi occhi 
di un azzurro cielo 
ha guardato 
la punta del mio naso 
e vi ha deposto 
un bacio di gioia.
Autore:Ivana Tata @tutti idiritti riservati lg.633/1941




mercoledì 7 giugno 2017

Ti sento nell'aria

Ti sento nell'aria 
che mi avvolge il fianco, 
non sei calore, 
né delirio freddo, 
non sei profumo, 
sei essenza di poesia. 
Se ti abbraccio
la tua spina 
mi si conficca nel cuore 
e gocce di sillabe 
cadono su questa pagina. 
Parole e parole 
scrutano oltre il muro 
e prendono la forma 
che loro compete, 
anche ad occhi chiusi, 
si scrive da sé la melodia.
Aspetto su questa riva 
perché è qui che verrai 
a far luccicare il gelo, 
ad aprire le voci della notte 
ed io ti tratterrò nella rete 
con tutto il tuo sfavillio.
Autore:Ivana Tata @tutti i diritti riservati lg.633/1941



sabato 27 maggio 2017

Coraggio

Sui giovani alberi 
piantati nello spartitraffico 
tra le quattro strade 
arrivano ogni tanto 
uccellini a fare festa 
o a fare guerra ... non so. 
Vengono a cantare 
il loro amore 
all'estate che sarà 
o a reclamare spazio verde 
che sentono tintinnare
nei loro cuori ? 
Nel loro volo caldo e tenero 
veloce si manifesta l'allegria 
non turbata dal frastuono intorno. 
Il mio orecchio acuisce 
il loro cinquettio e 
lascia andare lontano 
la sensazione di nullità 
che provavo prima. 
Mi sento anch'io 
pronta a reclamare 
il mio spazio verde 
e pulsa il mio cuore 
di coraggio rosso e asciutto... 
ma dura poco,
fino a quando il suono
di un clacson non mi spaventa.
Autore:Ivana Tata @tutti i diritti riservati lg.633/1941



sabato 1 aprile 2017

Notte scura

Notte scura, notte scura 
tu non fai paura. 

Notte bella ti insinui 
tra gli alberi e i rami, 
tra i lampioni e le strade, 
sali sui balconi e sbirci 
nelle finestre rimaste aperte 
e per modestia non entri 
nelle stanze delle case  
e nei cuori dei bambini. 

Notte scura, notte scura 
tu non fai paura. 

Notte pietosa tu nascondi 
tutti i segreti e li racchiudi 
nel tuo scrigno mentre 
la fioca luce della luna 
pennella d'argento 
i metalli delle vetrine, 
il marmo delle piazze 
e i neri capelli delle signorine.

Notte scura, notte scura 
tu non fai paura.

Notte poetica, delicata 
stendi sulla stanca città 
un profondo riposo 
e i folletti dei sogni 
danzano sulle mensole 
accanto ai letti  dove 
confuse teste narrano 
a sé stesse la vita che vorrebbero. 

Notte scura, notte scura 
tu non fai paura. 
Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati lg.633/1941 



domenica 5 marzo 2017

L'ora notturna

La sveglia mi mostra l'ora.
I miei occhi bruciano 
sul foglio che sto scrivendo. 

La sveglia mi mostra l'ora.
Le mie dita stringono la penna, 
le parole scivolano tranquille 
e tutte le vibrazioni che sento 
restano impresse sulla carta. 
La fioca lampada che mi fa luce
riscalda il silezioso buio
in una sensazione di conforto.

La sveglia mi mostra l'ora. 
Parole impolverate o parole 
leggere che volano sull'acqua 
come bianchi uccelli, 
so da dove vengono, 
vengono da quel cumulo di sogni 
che si attardano la sera nel mio letto 
e non mi lasciano dormire.

La sveglia mi mostra l'ora. 
Queste parole lasciano un sospeso 
e vengono risucchiate 
dalla risacca sulla spiaggia
come piccoli sassolini levigati 
e detersi col tempo che passa,
tintinnano, dondolano 
prima che l'onda le insabbi.

La sveglia mi mostra l'ora. 
La notte non ha ancora chiuso 
le sue porte e insiste su di me insonne.
Autore:Ivana Tata @tutti i diritti riservati lg.633/1941